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Quale abbigliamento serve davvero per una gara di motori su ghiaccio? Evita scelte sbagliate

📅 20 Agosto 2026✍️ di Marta Viacava⏱️ 3 min di lettura

L’abbigliamento per una gara di motori su ghiaccio non è moda, è protezione. Serve tuta termica integrale, casco omologato, guanti isolanti e stivali specifici. Sbagliare anche una sola voce significa mettere a rischio salute e performance sulla pista.

La tuta: prima linea difensiva

La tuta deve essere in materiale impermeabile e termoisolante, possibilmente in neoprene o tessuti tecnici multistrato. Non basta un normale abbigliamento da sci: le gare motoslitte richiedono protezioni specifiche per il corpo intero.

Lo spessore minimo è di 8-10 millimetri. Temperature attorno ai -20°C sono comuni e il freddo aumenta sensibilmente quando il mezzo accelera. La tuta deve coprire caviglie e polsi senza spazi vuoti.

Scegli una marca specializzata in abbigliamento motorsport. Le tute generiche da neve non hanno le cuciture rinforzate nei punti critici e cedono facilmente sotto stress. Verifica le certificazioni di protezione termica e meccanica.

Il casco: non compromessi

Un casco omologato secondo gli standard FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) è obbligatorio in ogni competizione regolamentata. Non è una raccomandazione, è legge.

Il casco deve avere visiera integrata o separata con trattamento anti-appannamento. Il freddo riduce la visibilità naturalmente; una visiera che si appanna è pericolosa. Scegli modelli con sistemi di sbrinamento attivi.

L’interno deve avere rivestimenti assorbenti contro gli urti. La calotta esterna resistente agli impatti, il peso contenuto sotto i 1.500 grammi. Prova sempre il casco indossato con tutti gli strati di abbigliamento: lo spazio deve essere minimo ma confortevole.

Mani e piedi: protezione specializzata

I guanti non sono accessori, sono strumento di lavoro. Devono garantire sensibilità sulle manopole del gas e su sterzo o comando di frenata, mantenendo il calore.

Cercali in pelle rinforzata con inserti in Kevlar sui palmi. Il rivestimento interno deve essere in pile sintetico o lana merino, materiali che mantengono il calore anche bagnati. Spessore esterno minimo 2-3 millimetri.

Gli stivali sono critici. Le gambe ricevono il freddo dal vento diretto e dalla vicinanza alle parti meccaniche. Stivali invernali comuni non bastano. Servono stivali specifici per motoslitte con suola spessa, isolamento termico dichiarato fino a -40°C, polsino alto fino al polpaccio.

La suola deve avere grip efficace su superfici ghiacciate. La costruzione deve permettere flessione della caviglia senza perdere isolamento.

Gli errori da evitare

Sottovalutare il freddo è l’errore più comune. Molti piloti arrivano sulla pista convinti che il movimento riscaldi abbastanza. Non è così. Il vento freddo generato dalla velocità sottrae calore corporeo rapidamente.

Non indossare strati multipli mal coordinati. Uno strato sintetico sotto, poi uno in pile, infine la tuta esterna. Mai cotone diretto sulla pelle: assorbe sudore e lo mantiene, accelerando il raffreddamento.

Non improvvisare con abbigliamento da sci alpino. Lo sci verticale è diverso dalle gare orizzontali su ghiaccio. Gli assetti termici sono diversi, la mobilità richiesta è diversa, l’esposizione al vento è maggiore.

Non comprare un numero più grande aspettandoti che gli strati lo riempiano. L’abbigliamento deve aderire al corpo senza costrizioni, permettendo buona circolazione.

Dove acquistare e quanto spendere

Rivolgersi a negozi specializzati in motorsport o a marche riconosciute nel settore. Un set completo e di qualità costa tra 400 e 800 euro. Non è un investimento leggero, ma è un’assicurazione sulla salute.

Controllare sempre che ogni capo abbia certificazioni visibili. Un casco senza marchio di omologazione non è legale in gara. Una tuta senza specifiche termiche dichiarate è un rischio.

Fare manutenzione regolare: controllare le cuciture della tuta prima di ogni stagione, verificare la visiera del casco per microfratture, sostituire i rivestimenti interni dei guanti quando si consumano.

L’abbigliamento corretto non ruba l’esperienza adrenalinica. La protegge. Permette di concentrarsi sulla guida, non sulla discomfort o sulla paura di infortunarsi. È la base per gareggiare davvero.

Marta Viacava

Marta è cresciuta a pochi passi da una pista di pattinaggio e, dopo anni sul ghiaccio come atleta, si è immersa nel mondo delle corse sleddog. Negli ultimi vent'anni ha organizzato raduni di appassionati di motoslitte, condividendo la sua esperienza sia nella gestione sia nella pratica del motorsport su neve.

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